Una terra abitata da millenni
Prima degli stazzi e delle torri spagnole, la Gallura era già densamente abitata. Anche il territorio di Aglientu, che oggi associamo soprattutto al mare, conserva tracce di presenza umana fin dal Neolitico antico e oltre sedici siti nuragici, fra cui i nuraghi Tuttusoni e Finucchjaglia. Ma per vedere la civiltà nuragica in tutta la sua grandezza bisogna spostarsi di poco: verso Santa Teresa Gallura e, soprattutto, verso Arzachena.
Lu Brandali, a due passi da Rena Majore
Il sito più vicino è il complesso nuragico di Lu Brandali, nel territorio di Santa Teresa Gallura, a una decina di chilometri da Rena Majore. Le testimonianze risalgono a un periodo compreso fra il XIV e il X secolo a.C. Sulla cima di un promontorio granitico si trova il nuraghe, di tipo misto, con un mastio circondato da un antemurale con due torri.
Lungo il pendio e nella piana si estende il villaggio: capanne a pianta curvilinea, adattate alla roccia, alcune usate come botteghe artigiane. A ovest, un gruppo di tafoni, le cavità naturali del granito, servì agli abitanti sia come riparo sia come luogo di sepoltura. A poche decine di metri c'è la tomba dei giganti, con un corridoio funerario lungo più di sei metri terminante ad abside.
Arzachena, il cuore archeologico della Gallura
Ad Arzachena, a circa 35 km da Rena Majore, si concentra uno dei complessi archeologici più ricchi della Sardegna. Ecco i siti principali:
- Tomba dei giganti di Coddu Ecchju (Coddu Vecchiu): la più famosa, con una stele alta quattro metri al centro dell'esedra semicircolare. Fu costruita in tre fasi: un primo dolmen a corridoio nell'Età del Rame, un riuso nel Bronzo antico e la ristrutturazione nuragica che aggiunse stele ed esedra.
- Nuraghe La Prisgiona: domina la valle di Capichera, a circa un chilometro di sentiero da Coddu Ecchju. Un mastio centrale e due torri laterali unite da un bastione curvilineo, un pozzo profondo sette metri e un villaggio di circa cento capanne su cinque ettari, frequentato fra il XIV e l'VIII secolo a.C.
- Tomba dei giganti di Li Lolghi: interamente in granito, con camera funeraria ed esedra monumentali, costruita anch'essa in più fasi fra Bronzo antico e medio.
- Nuraghe Albucciu: un nuraghe «a corridoio» dell'Età del Bronzo, immerso fra gli olivastri. Vicino ci sono la tomba di Moru e il piccolo tempietto di Malchittu, un luogo di culto nuragico.
- Necropoli di Li Muri: il sito più antico, della fine del IV millennio a.C., con le caratteristiche tombe a circolo. Precede di oltre un millennio i nuraghi.
Come leggere una tomba dei giganti
Le tombe dei giganti sono sepolture collettive, non tombe di individui. Lo schema è sempre lo stesso: una lunga camera funeraria coperta, preceduta da un'esedra a semicerchio che disegna uno spazio cerimoniale davanti all'ingresso. Al centro dell'esedra, nelle tombe più antiche, sta una grande stele arrotondata con un piccolo portello alla base: è l'immagine che resta impressa a chi visita Coddu Ecchju.
Gli scavi di Lu Brandali, all'inizio degli anni Ottanta, hanno restituito una cinquantina di sepolture: uno dei pochi casi in cui una tomba dei giganti ha conservato così tanto del suo uso originario.
Consigli per la visita
- Quando: la mattina presto o nel tardo pomeriggio, soprattutto d'estate. In primavera e in autunno la luce è più bella e il caldo non pesa.
- Cosa portare: scarpe comode, acqua e cappello. I percorsi sono brevi ma su terreno sterrato.
- Informazioni: orari, biglietti e visite guidate cambiano con la stagione. Controllate sempre i canali ufficiali dei siti e dei Comuni prima di partire.
- Abbinamenti: Lu Brandali si combina con le spiagge di Santa Teresa; Arzachena con la Roccia dell'Orso o con una giornata a Tempio.
La preistoria vicino al mare
Da MajoreBlueHorizon, Lu Brandali è a una decina di chilometri e i siti di Arzachena a meno di un'ora d'auto: archeologia la mattina, spiaggia il pomeriggio.
