Un carnevale diverso da quelli dell'isola
Quando si pensa al carnevale in Sardegna vengono in mente le maschere arcaiche dell'interno, i mamuthones e i boes. Il Carrasciali Timpiesu, il carnevale di Tempio Pausania, è un'altra cosa: è un carnevale allegorico, con grandi carri in cartapesta, satira politica e sociale, gruppi mascherati che si sfidano per i premi della giuria.
È considerato uno dei carnevali allegorici più importanti d'Italia e fa parte della Federazione Italiana dei Carnevali, accanto a nomi come Viareggio, Cento e Fano. SardegnaTurismo stima in circa centomila i visitatori che ogni anno arrivano a Tempio in quei giorni.
Re Giorgio e Mennena
Il protagonista è Re Giorgio, il sovrano del carnevale. La tradizione lo lega allo spirito della terra feconda, una figura a cui un tempo si rivolgevano riti propiziatori per ottenere buoni raccolti. Anticamente era un fantoccio di paglia chiamato Gjolgju Puntogliu; oggi è un imponente pupazzo di cartapesta che attraversa le sfilate sul suo carro.
A metà festa il re incontra e sposa Mennena (in alcune grafie Mannena), una popolana anch'essa di cartapesta, che lo accompagnerà fino alla fine. E la fine è sempre la stessa: il martedì grasso Re Giorgio viene sottoposto a un processo sommario, condannato senza appello e bruciato sul rogo in piazza, capro espiatorio di tutti i mali della comunità. Con le sue fiamme si chiude il carnevale.
Le sei giornate
Il Carrasciali Timpiesu dura sei giorni, dal giovedì grasso al martedì grasso, con eventi di giorno e di sera. I momenti principali sono quattro grandi sfilate:
- la sfilata di apertura, il giovedì grasso;
- la sfilata della domenica, in cui si celebrano le nozze fra Re Giorgio e Mennena;
- la sfilata del lunedì, dedicata ai bambini;
- la sfilata di chiusura del martedì, che termina con il processo e il rogo del re.
Fra una sfilata e l'altra ci sono veglioni e serate di festa. I gruppi dei carri concorrono per premi in diverse categorie, dall'allegoria alla realizzazione del carro, dalla coreografia ai costumi: la preparazione dei carri e dei gruppi mascherati impegna la città ben prima di quei sei giorni.
Per chi assiste, il bello è proprio questo intreccio di spettacolo e competizione: ogni gruppo sfila per il pubblico ma anche per la giuria, e i carri, con le loro figure gigantesche, i colori e i movimenti, sono il frutto di un lungo lavoro di preparazione. La satira, che prende di mira personaggi e fatti di attualità, è parte integrante del gioco: anche chi non coglie ogni riferimento ne intuisce lo spirito, fra risate e coriandoli.
Le maschere della tradizione
Accanto ai carri moderni sopravvive la memoria delle antiche maschere galluresi, come lu Traicogghju, uno spirito penitente dai tratti animaleschi, e La Reula, una processione di anime penitenti. Da queste figure è derivata la tradizione del domino, la maschera che per molto tempo ha caratterizzato il carnevale tempiese.
Sono figure che raccontano un carnevale più antico, legato ai cicli della terra e alla penitenza, lo stesso filo che lega Re Giorgio ai riti per i buoni raccolti. Il carnevale di oggi, con i suoi carri e la sua satira, ne è l'erede festoso.
Come organizzarsi
Tempio è a circa un'ora d'auto da Rena Majore. Tenete presente che la città sta a quasi seicento metri di quota e che a febbraio le serate sono fredde: un abbigliamento pesante è indispensabile, soprattutto se volete restare fino al rogo. Nei giorni delle sfilate il centro è molto affollato e la circolazione può essere limitata: conviene arrivare con buon anticipo e parcheggiare fuori dal centro storico.
Un carnevale a Tempio è anche un buon pretesto per scoprire la Gallura in inverno, quando la costa è silenziosa e l'entroterra mostra il suo volto più autentico. Per il resto della città, dal centro in granito al Monte Limbara, leggete la nostra guida a Tempio.
La Gallura fuori stagione
MajoreBlueHorizon è a Rena Majore, sulla costa nord della Gallura. Scriveteci per verificare la disponibilità nei periodi che vi interessano.
